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 News - Dettaglio

Feb 4

 
Evoluzione ed auto 
 
Il benessere di una nazione si valuta anche dal parco auto circolante.
In questi periodi di austerity, stanno prendendo piede le world car. Il principio di esse è la realizzazione da parte dei grandi costruttori Americani ed Europei che accontentino i gusti e le esigenze di un numero maggiore di utenti, commercializzandole in diversi continenti. Ciò avviene nei mercati emergenti, come quelli asiatici e sudamericani, dove le case costruttrici, con accordi politici ed economici, realizzano il loro prodotto low cost. Il tutto si traduce, in prodotti studiati più per far cassa che per  emozionare, realizzati esclusivamente secondo le oro esigenze aziendali.
Ma non possono operare così nei loro mercati interni.
In questi continenti l’auto si è sviluppata ed evoluta con l’economia, con i gusti e le esigenze delle persone per diventare specchio della società stessa, ed il pubblico è molto esigente.
Da Darwiniano convinto sostengo che fattore determinante in tutte le evoluzioni è l’ambiente che ci circonda. Gli americani hanno enormi spazi, quindi per strade troviamo le highway, immensi rettilinei dove il pilota ha il ruolo di dove basta tenere l’auto all’interno della carreggiata ed apprezzare la comodità, bevendo bibite ed ascoltare musica, guardando di rado la bussola. Per noi europei non è così; da noi non esistono immensi rettilinei, e se esistono, sono preceduti da curvoni veloci da cui uscire al centro della corda della medesima per scaricare tutti i cavalli e raggiungere la massima velocità, prima di una staccata al limite. Il nostro continente è una curva da “tagliare”, per l’americano, il loro continente è una linea retta da percorrere.
Oltre a questa iniziale differenza la conferma viene anche dall’evoluzione meccanica. La diversità dei percorsi da affrontare, ha fatto si che le europee sviluppassero  meccaniche di primordine, comparti sospensioni elaborati con braccetti multipli, supporti attivi, sospensioni che al loro interno hanno fluidi che se stimolati da un magnete riescono a dare confort o precisione di guida; motori intelligenti, con consumi ed emissioni contenute, recupero di energia e mille altre diavolerie.
Gli interni sono degni di una biennale; minimal, materiali esclusivi e ricercati, pezzi di puro design, sedili rivestiti da pregiati pellami che massaggiano, riscaldano ed in estate ventilano, con impianti stereo che dialogano con qualunque fonte audio e video. Il tutto si traduce non soltanto in piacere della guida, ma anche perché l’utente europeo  vuole stupire e stupirsi, affascinarsi ed innamorarsi dell’oggetto che possiede ed utilizza; varie teorie psicologiche esistono per questo, ma a noi, ad ognuno di noi, basta sapere la nostra ragione qualunque essa sia.
Gli americani, sempre secondo la teoria dell’evoluzione hanno sviluppato le auto per le loro esigenze culturali e geografiche. Innanzitutto l’americano è grande di mole, e anche quando non lo è, l’auto deve esserlo (nessuna allusione psicologica).
Inoltre è molto nazionalista, quindi si fida. Se l’ente dei trasporti americano omologa e certifica un’auto questa è il top che il dollaro possa acquistare. In realtà, purchè abbiamo condizionatori potenti (non climatizzatori), porta bibite, bussola e vetri scuri l’americano è soddisfatto, e poco importa se le finiture spesso sono modeste o se il comparto telaio sospensioni non è di primordine, tanto se mai incontrerà una curva non potrà affrontarla a più di 50 km/h, perché pur avendo cilindrate enormi (da 3500 a 8000cc) le potenze sono sempre modeste e la mole degna di un TIR.
Segnalo che una delle sportive americane per eccellenza, la Mustang, monta come sospensione posteriore le balestre, utilizzate da noi solo da Ape Piaggio e qualche camion. Inoltre nella loro evoluzione automobilistica legata all’ambiente, il cambio ha assunto un ruolo secondario, difatti il 98% delle auto monta il cambio automatico, eliminando in partenza ogni velleità corsaiola, tantè che la gara automobilistica più famosa non è altro che un’enorme curva, pari ad un rettilineo infinito, da percorrere a velocità relativamente elevata. Tutto ciò però si traduce in grande risparmio all’atto dell’acquisto, con vetture a parità di segmento, che costano anche il 30% in meno.
Il tutto oltre che dall’ambientale e dalla cultura, è dato dall’identità; L’America è un grande stato che sotto un’unica bandiera raggruppa milioni di persone che con ideali e stili di vita similari (con le dovute eccezioni si intende); In Europa la frammentazione in tanti stati fa si che un tedesco, un francese, un inglese, un turco e così via, abbiano radici ed origini completamente varie tra loro, creando una diversità che permesso allo sviluppo automobilistico di viaggiare spedito generando una concorrenza spietata; siamo noi abitanti della vecchia Europa i veri capitalisti del mondo dell’auto.
 
 
                                                                                              LeoFiglioli
 
 


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